Su questo sito potremo usare dei cookies. Navigandolo accetti espressamente il loro utilizzo.

anvur logo ENQAlogo
Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca

ANVUR presenta i dati preliminari sulle attività della terza missione che entrano a far parte delle attività istituzionali da valutare

Roma, 4 maggio 2015

In aggiunta alle tradizionali attività di insegnamento e ricerca, il mondo accademico italiano dimostra di essere sempre più vitale nelle attività che hanno ricadute sociali, la cosiddetta “terza missione”: spinoff, brevetti, ricerca conto terzi, gestione siti museali e archeologici sono oggi una realtà molto attiva nel panorama universitario e dei centri di ricerca e meritano di essere valorizzate e misurate in modo organico negli esercizi di valutazione. 

Il valore di queste attività è emerso con chiarezza da una serie di dati presentati durante il workshop internazionale “La valutazione della terza missione delle università e degli enti di ricerca” organizzato dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) che si è tenuto oggi, 4 maggio a Roma, in viale Manzoni 1.

I risultati fanno parte di un lavoro di analisi che culminerà nel 2016 con la pubblicazione dei dati all’interno del secondo Rapporto sullo Stato del Sistema Universitario e della Ricerca a cura di ANVUR. Inoltre questo lavoro sarà fondamentale per l’individuazione di indicatori da utilizzare nella valutazione che, come previsto dalla legge, deve considerare anche le attività di terza missione. “Per la prima volta la terza missione viene istituzionalizzata e diventa uno strumento importante per valutare l’attività di atenei e centri di ricerca. L’anno prossimo, con la pubblicazione del Rapporto, vedremo concretizzarsi un primo passo fondamentale in questa direzione” ha dichiarato Andrea Bonaccorsi, membro uscente di ANVUR che ha curato lo studio.

La definizione di terza missione è molto ampia e va dalla trasformazione produttiva della ricerca (spinoff, brevetti, ricerca conto terzi) per arrivare sino alla produzione di beni pubblici di natura sociale, culturale ed educativa (apprendimento permanente, sperimentazione e formazione clinica, produzione e gestione di beni culturali, public engagement nella società).

ALCUNI DATI

Al workshop sono stati anticipati alcuni dati preliminari che riguardano le università (che il 30 aprile hanno terminato la raccolta dei dati) mentre gli enti di ricerca saranno coinvolti nei prossimi mesi.

 · Gli spinoff accademici attivi alla fine del 2013 erano 1.351 con un giro d’affari di 351 milioni di euro (in leggera crescita rispetto al 2011 quando la cifra ammontava a 336 milioni di euro) e un numero medio di soci pari a sei. 

 · Gli incubatori d’imprese sono 24 a livello nazionale con un budget complessivo di 5,470 milioni di euro. Alla fine del 2013 questi incubatori ospitavano 642 startup (242 entrate nel solo 2013). Il giro d’affari complessivo generato dalle aziende ospitate era di 43,029 milioni di euro, con un fatturato medio di 67mila euro. Il totale delle persone impiegate è di 1.312 addetti con una media di circa due per azienda.

 · Le informazioni sui brevetti sono state ricavate da un archivio mondiale, e successivamente incrociate con l’archivio CINECA dei docenti. Le informazioni sono state confermate dai singoli inventori e dalle università. Sono stati riconosciuti finora oltre 1.300 brevetti, un numero di molto superiore ai brevetti “ufficiali” delle imprese.

 · Le attività conto terzi rappresentano un importante canale di finanziamento per gli atenei. Il totale delle entrate nel 2013 corrisponde a 701 milioni di euro, di cui circa 311 provenienti da attività commerciali (di cui il 65% per ricerca conto terzi, in gran parte commissionate da imprese). Una parte notevole deriva dalle convenzioni e accordi quadro, soprattutto con la Pubblica Amministrazione. Una stima preliminare del contributo dei privati si ha sommando le attività commerciali con le convenzioni e accordi quadro stipulati, per un totale che si colloca intorno ai 350 milioni.

 · In Italia ci sono 243 siti culturali visitabili e 94 musei nella cui gestione sono coinvolti gli atenei. La media dei giorni di apertura è di 218 all’anno. L’estensione media è invece di 730mila metri quadri. Il bugdet messo a disposizione dalle università è di 1.687.611 euro mentre i finanziamenti esterni ammontano a 3.434.308 di euro. Il numero di visitatori nel 2013 è stato di 832.255, mentre il numero di biglietti venduti è pari a 514.263. Solo 59 musei hanno un sistema di bigliettazione o di monitoraggio dei visitatori.

  

CONTATTI CON LA STAMPA

Mauro Scanu

333 1615477

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.