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Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca

Il docente di riferimento deve avere un insegnamento nel CdS per il quale è stato indicato come docente di riferimento? (FAQ febbraio 2013).

Sì, il docente per essere considerato di riferimento deve avere l’incarico di un’attività di didattica assistita nel Corso di Studio.

 

Con riferimento ai requisiti di docenza inerenti ai corsi di studio già attivi, il numero di docenti di riferimento pari a 4 per anno va incrementato se nel Corso di Studio sono presenti più indirizzi (es. Laurea Magistrale con più indirizzi)? (FAQ febbraio 2013).

L’eventuale presenza di indirizzi nel Corso di Studio non prevede l’incremento dei docenti di riferimento.

 

A chi si fa riferimento nella sezione “presentazione sintetica del CdS” della Scheda SUA quando si richiede di indicare i “tutor”? (FAQ febbraio 2013).

Si fa riferimento al personale dedicato all’attività di tutoraggio cioè di personale laureato, anche docente, che segue gli studenti nelle attività formative al di fuori o oltre specifici compiti di docenza. Per le università telematiche, la definizione e le attività di tutoraggio sono quelle identificate dal DM 17 aprile 2003.

 

Come possono essere utilizzati i docenti in quiescenza? (FAQ febbraio 2013).

I docenti in quiescenza possono essere utilizzati secondo le necessità del corso di studio come docenti a contratto, ma non possono essere utilizzati come docenti di riferimento.

 

Come devono essere conteggiati i docenti coinvolti in più corsi di studio (uno per livello) e in insegnamenti trasversali? (FAQ febbraio 2013).

Ciascun docente può essere preso in considerazione come docente di riferimento una sola volta con peso 1 oppure due volte con perso 0,5, se opera in due diversi Corsi di Studio della medesima sede, di sedi diverse dello stesso Ateneo, o di diversi Atenei.

 

Con riferimento ai corsi intra-Ateneo, è possibile tener conto per il calcolo della quantità massima di didattica erogabile anche dei docenti che gli atenei partner hanno indicato (con peso 1 oppure 0.5) come “docenti di riferimento”? (FAQ febbraio 2013).

Sì, ciascun docente può essere preso in considerazione una sola volta con peso 1 oppure due volte con peso 0,5, se opera in due diversi Corsi di Studio della medesima sede, di sedi diverse dello stesso Ateneo, o di diversi Atenei.

 

Alla scadenza fissata per la compilazione della SUA come docenti di riferimento si può fare riferimento al corpo docente in servizio a quella data anche se vi è la consapevolezza che dopo alcuni mesi uno o più docenti vanno in pensione? (FAQ febbraio 2013).

Tecnicamente si possono indicare docenti in attività alla data indicata. Considerando la graduale transizione verso il n. di docenti di riferimento assegnati, tuttavia, sarebbe più utile, onde evitare problemi successivi, considerare già in fase di progettazione gli eventuali imminenti pensionamenti di cui si è a conoscenza.

 

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SSD

Le risposte alle domande di questa sezione "SSD" devono in ogni caso prendere in considerazione che gli insegnamenti sono attivabili nell'interno di quanto previsto dall'Ordinamento didattico e dal Regolamento didattico del Corso di Studio. In questo senso i SSD caratterizzanti, di base ed affini sono quelli identificati come tali nell'ordinamento didattico e nel regolamento didattico. Tuttavia, ai fini dell'identificazione dei docenti di riferimento, potranno essere considerati come docenti di riferimento di SSD di base e caratterizzanti i docenti di insegnamenti che, pur attivati in ambiti non di base o non caratterizzanti (affini, a scelta dello studente o altro), abbiano come SSD di attivazione quelli ricompresi nei SSD di base o caratterizzanti della tabella della classe di laurea a cui appartiene il corso di studio.

Come sono calcolati i requisiti di docenza rispetto all’insegnamento di un dato SSD?

Ci si riferisce agli insegnamenti e affini indicati nella Scheda SUA-CdS di riferimento effettivamente attivata per quell’anno.

 

Vi sono SSD per i quali si considerano situazioni specifiche?

Facendo riferimento alle “Indicazioni per la scrittura degli ordinamenti didattici” del Consiglio Universitario Nazionale (Documento di lavoro del 20.12.08) e come indicato nel documento AVA finale dell’ANVUR, si ritiene che quando SSD MAT/01-MAT/09 e FIS 01-FIS/08 sono compresenti negli ambiti di base di una Classe di Laurea devono essere considerati indistinguibili.

 

Per individuare i SSD di base e caratterizzanti (e quelli affini e integrativi) si farà riferimento all’ Off.F, alla scheda RAD del corso o effettivamente all’intera tabella della classe?

Si farà riferimento all’intera tabella della Classe di Laurea.

 

La copertura dei SSD di base e caratterizzanti è ricondotta a livello del singolo corso di studio o a livello di dipartimento?

La copertura dei SSD di base e caratterizzanti avviene sulla base di tutti i docenti dell’Ateneo verificando:

a) l’assoluta corrispondenza tra il SSD in cui è attivato l'insegnamento e il SSD di appartenenza del docente di riferimento;

b) il SSD deve comparire nei settori di base o caratterizzanti della classe di laurea.

Il principio ispiratore che guida questo indicatore è che il docente di riferimento deve essere "competente" sul Corso di Studio in modo da poterne seguire la progettazione, lo svolgimento e la verifica (cioè l'AQ del corso).

 

Per quanto attiene i SSD di base e caratterizzanti della tabella della Classe di Laurea di appartenenza è necessario che i docenti di riferimento siano responsabili di attività didattiche dichiarate di base o caratterizzanti (o eventualmente affini) nel regolamento del Corso di Studio?

No, la verifica non viene effettuata sull'ambito in cui viene attivato l'insegnamento. L’appartenenza viene considerata in base ai seguenti parametri:

a) l’assoluta corrispondenza tra il SSD in cui è attivato l'insegnamento e il SSD di appartenenza del docente di riferimento;

b) il SSD deve comparire nei settori di base o caratterizzanti della classe di laurea.

Il principio ispiratore che guida questo indicatore è che il docente di riferimento deve essere "competente" sul Corso di Studio in modo da poterne seguire la progettazione, lo svolgimento e la verifica (cioè l'AQ del corso).

 

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Università non statali


Facendo riferimento al paragrafo F.1.9 del documento AVA approvato dall’ANVUR il 24/07/2012, che disciplina i criteri per l’accreditamento iniziale delle Università non statali, è corretto dire che non si applicherà alle Università non statali l’indicatore quali-quantitativo di quantità didattica assistita erogabile per ogni sede di cui al paragrafo F.1.3.2. lett. b?

Corretto. Tuttavia ulteriori elementi di dettaglio sono presenti del DM 47/13.

 

Nel paragrafo F.1.9 del documento AVA non si fa più riferimento alla possibilità per le Università non statali, prevista nel D.M. 17/10, allegato B), art. 5, di avvalersi senza limiti temporali dei docenti cd. storici, ossia docenti a contratto anche non di ruolo attivi in corsi di studio derivanti dalla trasformazione di ordinamenti previgenti al DM 509/99. Tale opportunità è preclusa per sempre?

In regime di autonomia l’Università può avvalersi dei docenti a contratto ritenuti validi per lo svolgimento di un dato insegnamento, essi saranno contati nell’alveo del 30% ma non potranno essere utilizzati come docenti di riferimento. Ulteriori elementi di dettaglio relativi a quanto sopra riportato sono presenti nel DM 47/2013.

 

Nel paragrafo suddetto per l’A.A. 2013/2014 si fa salva l’applicazione del DM 17/2010 per le università non statali. Ciò significa che non vige l’obbligo per tali Atenei di predisporre la SUA-CdS?

Il paragrafo in oggetto faceva riferimento ai docenti di riferimento dei Corsi di Studio nella fase di transizione e non all’intera procedura AVA. Tale possibilità nel DM 47/13 e nella versione aggiornata del documento AVA non è più prevista. In ogni caso, le Università non statali e quelle Telematiche devono adeguarsi al regime di transizione secondo lo schema già indicato e, pertanto, saranno soggette alla valutazione del processo di Quality Assurance come le altre università.

Per le Università non statali è richiesto che un numero minimo dei 3 docenti di riferimento appartenga ai SSD di base e caratterizzanti, analogamente a quanto previsto per le Università statali?

Per le Università non statali almeno 2 docenti di riferimento devono appartenere ai SSD di base e caratterizzanti e solo 1 per anno a SSD affini. Anche le università statali durante la fase di transizione possono conteggiare i docenti di riferimento allo stesso modo.

 


 

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DID


Come devono essere considerate le attività di supplenza, affidamento e contratto nella definizione della didattica assistita?

Si tratta a tutti gli effetti di attività didattica assistita. Di conseguenza:

  1. i docenti e i ricercatori che ne hanno l’incarico possono essere indicati come docenti di riferimento

  2. le ore di didattica in esse erogate saranno utilizzate per il calcolo del DID.

 

Come e dove si devono computare gli insegnamenti tenuti gratuitamente da ordinari e associati nel settore di appartenenza oltre la didattica standard/massima consentita? Queste ore rientrano nel +X al pari dei contratti?

Come già precedentemente indicato, per i docenti dell’Ateneo ai fini del calcolo di DID le ore di didattica assistita che entrano nel 30% addizionale verranno computate sulla base della quantità standard/massima di didattica relativa all’incarico didattico istituzionale dichiarata dall’Ateneo.

 

L’indicatore quali-quantitativo DID deve essere calcolato sull'intera università o per ciascun corso di studio, o meglio ciascun corso deve rispettare il valore massimo del DID al suo interno?

L’indicatore quali-quantitativo DID deve essere calcolato sull’attività didattica dell’intero Ateneo.

Come deve essere considerato l’indicatore quali-quantitativo di quantità massima di didattica erogabile dalle Università non statali?

Sebbene l’indicatore verrà calcolato anche per le Università non statali, esse non sono soggette al criterio quali-quantitativo. Tuttavia evidenti distorsioni relative a questo indicatore saranno valutate durante le valutazioni “on desk” e le visite in sito.

 

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