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Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca

Come avviene la valutazione dei ricercatori che risultano ai sensi del Bando VQR “affiliati” agli Enti Pubblici di Ricerca?

L’Ente invia a CINECA una lista di accreditamento di affiliati, assumendo in pieno la responsabilità della propria dichiarazione.
L’Ente ha l’onere di comunicare agli affiliati l’inserimento nella lista comunicata a CINECA.
CINECA apre per ciascun affiliato una sezione aggiuntiva rispetto a quella di ateneo sul sito docente.
Il ricercatore affiliato può quindi inserire in questa sezione altre tre o più pubblicazioni. Quelle che inserisce a vantaggio dell’Ente di ricerca non potranno essere inserite per l’ateneo di provenienza.

Qual è la scadenza per gli Enti di ricerca?

In via eccezionale e considerando oggettive difficoltà pratiche degli Enti di ricerca nella ricostruzione delle posizioni di affiliato la scadenza è posticipata al 31 gennaio 2012.
Per analogia, tale scadenza è valida anche per i soggetti che hanno richiesto la valutazione volontaria.
Resta ferma la scadenza del 30 dicembre 2011 per le università.

Possono essere considerati affiliati agli Enti di ricerca i seguenti soggetti: ricercatori dell’Ente in pensione, ricercatori di altri Enti, docenti, universitari in pensione, dottorandi, assegnisti?

No. Nessuna di queste tipologie rientra nella definizione di affiliato. L’affiliato deve prima di tutto rientrare nelle tipologie di soggetti che, ai sensi del Bando VQR, rientrano nella valutazione.

Nella definizione di affiliato si deve tenere conto della durata della affiliazione o del numero di mesi uomo effettivamente dedicati alla ricerca per conto dell’Ente?

Si deve tenere conto della durata dell’incarico di affiliazione (elapsed time), non dei mesi uomo eventualmente registrati.

È possibile per l’Ente di ricerca scegliere tra i propri affiliati quelli con maggiore produttività?

No. La lista degli affiliati accreditati deve essere completa in riferimento alla definizione di affiliati contenuta nel Bando. Poiché la VQR vuole restituire una immagine complessiva della ricerca in Italia, ridurre il numero di affiliati degli Enti al solo fine di ottenere migliori punteggi sarebbe controproducente in termini di volumi di attività registrati e, inoltre, finirebbe per nuocere all’Ente stesso in quanto la valutazione finale, per quanto attiene all’indicatore di qualità della ricerca, dell’Ente si otterrà sommando le valutazioni di tutti i prodotti.

Il Bando VQR richiede la sottomissione di prodotti anche ai tecnologi degli Enti di Ricerca. Come distinguere tra tecnologi che realizzano prodotti di ricerca (es. pubblicazioni) e tecnologi che realizzano servizi tecnici?

È responsabilità dell’Ente di Ricerca sottoporre una lista accreditata di tecnologi, seguendo puntualmente la definizione fornita dal Bando.

Sono inclusi i ricercatori a tempo determinato?

I ricercatori a tempo determinato sono a tutti gli effetti soggetti alla VQR.

Se alla data del Bando vi sono ricercatori a tempo indeterminato che svolgevano in precedenza attività a tempo determinato presso le stesso Ente, quanti lavori devono sottomettere?

Ai fini del calcolo dei prodotti da sottoporre si tiene conto congiuntamente sia del periodo attuale a tempo indeterminato che del periodo precedente a tempo determinato.Sarà compito delle strutture tenerne conto ed eventualmente aumentare, indicandone la motivazione, il numero di prodotti attesi per i ricercatori titolari di precedenti contratti.

In fase di sottomissione dei prodotti da parte degli affiliati sarà possibile agli Enti di ricerca visionare le scelte effettuate?

Si. Ciascuna Struttura, tramite il proprio accesso riservato, potrà visionare i prodotti proposti dai propri soggetti valutati. Ciò soprattutto ad evitare che un Ente di Ricerca possa sottoporre più volte lo stesso lavoro, se questo viene sottoposto da diversi affiliati. Si ricorda che la valutazione dei prodotti viene assegnata per il 50% ciascuno ad Enti ed ateneo, in modo che la scelta di allocazione dei prodotti effettuata dagli affiliati sia del tutto neutrale.

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Quale sarà la visibilità della distinzione tra “attivi”, “parzialmente attivi” e “non attivi”?

Il dato verrà pubblicato in forma numerica (proporzione delle diverse tipologie) per ogni struttura e area scientifica. Non verrà pubblicato alcun riferimento nominativo.

Le valutazioni ottenute dai singoli prodotti saranno rese pubbliche?

L’articolo 12 (Trasparenza) del DM del 7 luglio 2011 recita: “Ai sensi dell’art. 6, comma 4, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, sarà cura dell’ANVUR diffondere i risultati del VQR 2004-2010, compresi i giudizi sulle singole pubblicazioni valutate, fermo restando il rispetto dell’anonimato degli esperti. “. Poiché però la “trasparenza” non deve collidere con il rispetto della privacy, l’esito delle singole valutazioni sarà unicamente inserito nella pagina personale di ciascun ricercatore autore del prodotto e degli eventuali co-autori afferenti alla stessa struttura. Sarà resa pubblica, invece, la valutazione aggregata delle pubblicazioni (Area, Dipartimento, Struttura).

I Dati da trasmettere da parte delle strutture con attribuzione per Dipartimento (punto 3.2. lettera f del bando) verranno utilizzati nella valutazione finale dell’ANVUR?

Si. Costituiscono elementi di valutazione, in quanto intervengono nel calcolo di alcuni indicatori.

Quale sarà il formato del Rapporto finale per i dipartimenti?

Se come è prevedibile non riceverà le valutazioni individuali, avrà solo un posto in graduatoria, sia pur articolato nei vari indicatori di cui all’Appendice III? Su questa base, come potranno i Dipartimenti condurre azioni migliorative? Il Rapporto per i dipartimenti sarà basato sulla aggregazione degli indicatori dei prodotti di tutti gli afferenti ai dipartimenti, ciascuno proveniente dalla area GEV di riferimento. Nel caso di dipartimenti che hanno docenti i cui lavori sono stati valutati da un solo GEV, la graduatoria coinciderà con quella per area. Nel caso di dipartimenti multi-area, si provvederà ad una aggregazione di valutazioni provenienti da vari GEV opportunamente pesate. I dipartimenti si potranno confrontare con altri simili al fine di azioni migliorative.

Il Rapporto di Autovalutazione è uno strumento interno alle Università o rileva ai fini della valutazione espressa dall’ANVUR nella relazione finale? E se sì, come?

Il Rapporto di Autovalutazione non rileva ai fini degli indicatori numerici, ma verrà utilizzato nella redazione del rapporto finale dell’ANVUR, come stabilito dal Bando

L’Appendice 1 reca i contenuti di massima del Rapporto di Autovalutazione. Verrà prodotto uno schema più dettagliato o dovrà essere definito a cura delle strutture o dei Nuclei stessi?

I contenuti di massima definiti nella Appendice 1 vanno intesi come riferimenti minimi, che ogni Rapporto dovrà coprire. L’articolazione interna ai capitoli è lasciata alla determinazione dei Nuclei.

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Come avviene la scelta tra peer review e analisi bibliometrica?

La scelta è affidata alla autonomia dei GEV nell’ambito delle Linee guida predisposte dall’ANVUR. Esiste un vincolo normativo, inserito nel DPR istitutivo dell’ANVUR , che obbliga a svolgere la valutazione “prevalentemente” attraverso peer review. Pertanto, globalmente su tutte le aree, almeno la metà più uno dei prodotti saranno sottoposti a peer review.

È possibile chiedere in maniera vincolante che un proprio prodotto sia sottoposto alla peer review?

No. La scelta tra peer review e indicatori bibliometrici è responsabilità dei GEV. La struttura può segnalare che un particolare lavoro presenta particolari caratteri di:

  • multidisciplinarità
  • ricerca di frontiera
  • sviluppo recente della area scientifica (“aree emergenti a livello internazionale”)
tali da consigliare la peer review. In particolare, ciò vale per i prodotti molto recenti, per i quali i dati bibliometrici non sono ancora consolidati e sufficienti. In ogni caso la segnalazione non obbliga il GEV a inviare il prodotto alla peer review.

Il concetto di “aree emergenti a livello internazionale” va interpretato alla luce delle categorie 15a-15f citate nel VQR 2004-2008?

No. La definizione è libera e affidata alle strutture. La lista delle aree 15a-15f non costituisce alcun elemento di riferimento. Si ribadisce tuttavia che la segnalazione non costituisce di per sé un obbligo per il GEV.

Il fatto che un prodotto sia stato avviato alla peer review o sia stato valutato con indicatori bibliometrici sarà reso pubblico?

Non per il singolo lavoro né per il singolo soggetto valutato. L’informazione sarà resa pubblica in forma aggregata per ogni GEV e a livello complessivo della VQR.

L’uso delle citazioni avverrà facendo riferimento al solo dato quantitativo (conteggio delle citazioni)?

No. L’uso delle citazioni considera anche la qualità e l’impatto delle riviste ospitanti. Nella valutazione bibliometrica, i GEV, in accordo con l’ANVUR, definiranno una procedura di valutazione quantitativa. Essa comunque non si limiterà alla omologazione automatica della qualità della rivista alla qualità della pubblicazione, ma utilizzerà sia la qualità della pubblicazione (ad esempio l’impact factor) e l’impatto del singolo prodotto (misurato ad esempio dal numero di citazioni ricevute).

Come si calcolano le citazioni ricevute ai fini della analisi bibliometrica svolta dai GEV con il supporto dell’ANVUR?

Ai fini della analisi bibliometrica i GEV, con il supporto dell’ANVUR, utilizzeranno le citazioni ricevute dai prodotti oggetto di valutazione fino alla data del 31/12/2011.

I metodi di valutazione dei prodotti di ricerca del VQR saranno applicati anche alle pubblicazioni nelle procedure di concorso dell’abilitazione scientifica nazionale?

La valutazione delle pubblicazioni nel caso dell’abilitazione scientifica nazionale compete alle commissioni di concorso. Si tratta comunque di due esercizi di valutazione molto diversi, essendo il VQR rivolto ad una valutazione aggregata di strutture, mentre l’abilitazione scientifica punta a valutare i singoli ricercatori. Ad esempio, è opinione diffusa che la valutazione bibliometrica dei prodotti di ricerca produca risultati affidabile e fortemente correlati alla valutazione peer a condizione che siano soddisfatte certe condizioni riguardanti la dimensione del campione e l’età delle pubblicazioni. L’applicazione automatica di metodi bibliometrici a singole pubblicazioni o a insiemi troppo piccoli non è consigliabile.

I sottogruppi GEV sono sottoinsiemi omogenei dei membri del GEV o sono integrabili con ulteriori membri scelti all’esterno?

I sottogruppi GEV sono composti esclusivamente di membri del GEV e sono organizzati su proposta del Coordinatore del GEV, approvata dall’ANVUR.

Esistono banche dati ufficiali adottate dall’ANVUR per gli indicatori bibliometrici?

L’ANVUR ha sottoscritto due contratti con Thomson Reuters (banca dati ISI) e Elsevier (banca dati SCOPUS) per la fornitura dei dati bibliometrici grezzi. Su queste basi di dati verranno calcolati gli indicatori bibliometrici generali. Tuttavia i GEV potranno suggerire la adozione di altre basi di dati specialistiche, che verranno validate dall’ANVUR.

Nella attribuzione dei punteggi ai prodotti della valutazione, si indica che se il prodotto cade sotto il 50% avrà punteggio zero. Ciò significa che il 50% dei prodotti sottomessi avrà obbligatoriamente punteggio zero?

No. Si tratta di una indicazione rivolta ai referee, che va intesa come “il prodotto, rispetto alla sua esperienza complessiva di valutazione e a prodotti simili, ricade al di sotto del 50% della valutazione”. Ogni referee assegnerà in modo indipendente i punteggi, ragionando sulla base della propria esperienza professionale. Non vi è alcuna ragione che il numero di prodotti con punteggio zero sia pari alla metà del totale.

Quale procedura è prevista per la valutazione dei prodotti che siano opera di due o più autori?

Il numero, la posizione ecc. degli autori non influiscono in alcun modo sulla valutazione del prodotto.

La presenza di autori afferenti ad enti stranieri influisce sulla valutazione dei prodotti?

La presenza o meno di autori afferenti ad enti stranieri non influirà in alcun modo sulla valutazione finale del prodotto. Ai fini del calcolo dell’indicatore premiale di internazionalizzazione (IRAS4) si terrà invece conto solo dei prodotti di ricerca, con almeno un autore afferente ad enti stranieri, classificati come eccellenti

Secondo il Bando VQR, l'indicatore IRAS4 è misurato anche in termini di "Somma delle valutazioni ottenute dai prodotti eccellenti con almeno un coautore con afferenza ad Ente stranieri". Come sarà valutata dall'ANVUR per ciascun prodotto la sussistenza del requisito dell'esistenza di almeno un coautore afferente a Ente straniero?

La presenza di almeno un coautore afferente ad Ente straniero viene indicata dal soggetto valutato al momento della sottomissione del prodotto alla valutazione. L'ANVUR si riserva la possibilità di effettuare controlli a campione per valutare l'effettiva sussistenza di tale requisito. Nel caso di mancata sussistenza del requisito stesso, al prodotto verrà assegnata una valutazione pari a -21

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Può la struttura (università o ente di ricerca) inserire nel sistema CINECA le pubblicazioni in caso di inerzia del ricercatore?

No. La responsabilità di inserimento dei prodotti per la valutazione è esclusivamente personale. Ad essa corrisponde una password personale. In caso di impedimento la struttura dovrà farsi rilasciare autorizzazione (delega) ad utilizzare la password personale.

Nel caso avvenga l’invio da parte della struttura dello stesso lavoro da parte di più co-autori appartenenti alla stessa struttura il prodotto viene valutato una sola volta o viene escluso dalla valutazione?

Viene escluso dalla valutazione.

Quanti prodotti deve inserire ogni singolo soggetto?

I soggetti dovranno indicare la loro graduatoria di preferenza per un numero di prodotti almeno uguale a a tre o sei. Per evitare una seconda tornata di inserimenti di prodotti da parte dei soggetti valutati, questi devono inserire nella lista un numero di prodotti tale da consentire margini sufficienti di scelta alle strutture. Ciò vale in particolare nel caso in cui il soggetto valutato inserisca prodotti con più coautori appartenenti alla struttura. Solo nel caso in cui i tre prodotti indicati dal soggetto abbiano come unico autore il soggetto in questione, questi può limitarsi ad inserire nella lista soltanto tre prodotti.

Da chi deve essere redatto il rapporto di autovalutazione?

A chiarimento di quanto indicato nel documento ‘Obiettivi ed articolazione del rapporto di autovalutazione’ , che sostituisce l’appendice I del Bando, si precisa che il rapporto di autovalutazione deve essere redatto dalle Strutture e convalidato dal loro rappresentante legale. L’eventuale coinvolgimento del Nucleo di Valutazione è lasciato alla responsabilità delle strutture stesse.

Nel caso delle università le informazioni devono essere riferite alla struttura dipartimentale ante-L.240/2010, oppure alle nuove strutture dipartimentali derivanti dai nuovi statuti approvati?

Le informazioni da inviare da parte della struttura fanno riferimento all’organizzazione dipartimentale presente nella struttura alla data del bando, e quindi antecedente alla legge n. 240. La richiesta di informazioni relative alla nuova struttura dipartimentale post-legge 240 è funzionale unicamente alla valutazione della qualità dei prodotti, che, essendo riferiti ai soggetti valutati, potranno “seguirli” nei nuovi dipartimenti.

Nel bando si dice che ogni struttura “Trasmette per via telematica, suddivisi per Area, e, ove possibile, per Dipartimento ulteriori dati e informazioni”. Cosa significa "ove possibile"

Significa che non tutte le informazioni sono attribuibili in maniera certa ai dipartimenti: sono esempi in tal senso gli spin-off, i consorzi, gli incubatori di impresa, ecc. Per quanto attiene invece alle entrate per attività conto terzi e progetti di ricerca, si deve indicare il dipartimento. Nel caso di contratti/progetti interdipartimentali, si deve attribuire l’entrata pro-quota ai dipartimenti coinvolti.

Si deve inviare l’informazione relativa alle borse per attività di ricerca che non richiedono il titolo di dottorato ai candidati?

No. Soltanto quella relativa alle borse post-doc

È precisato, ai sensi dell'art. 4 comma 3 del DM, che "previo giudizio dell’ANVUR possono essere assimilate ai Dipartimenti anche altre tipologie di organizzazione funzionale delle Strutture". In questo caso, cosa succede se la struttura richiede di aggiungere, nel processo di valutazione, altre tipologie di organizzazione interna?

Il VQR assume a riferimento come modello organizzativo funzionale delle Strutture il Dipartimento universitario. Per le strutture non organizzate in chiave dipartimentale ed ai soli fini del VQR, saranno concordate con l’ANVUR riorganizzazioni interne di scopo simil-dipartimentali (Termini e procedure sono definiti nel bando). Resta fermo che, ai fini del processo di valutazione, ciascun soggetto valutato afferirà ad un’unica organizzazione funzionale (dipartimentale o simil-dipartimentale).

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Come si effettua la ripartizione tra dipartimenti delle risorse finanziarie derivanti da progetti o contratti di ricerca, qualora essi interessino più dipartimenti?

Si ricerca nella definizione del finanziamento o del contratto la ripartizione delle assegnazioni. In mancanza di indicazioni, i criteri di ripartizione sono stabiliti autonomamente dalla struttura, in funzione dei Regolamenti di ateneo o di ente, ove applicabili.

L’indicatore “fondi non aventi vincolo di destinazione” esclude il FFO?

No, lo include. La assegnazione ad attività di ricerca di fondi non vincolati deve comunque risultare da apposita delibera degli organi di governo.

Nel caso di bandi competitivi, quale definizione di risorse viene adottata?

Il Bando parla esplicitamente di entrate di cassa. Ciò significa che si devono considerare solo le quote di finanziamenti o contratti che siano effettivamente entrate in cassa nel settennio. Per progetti pluriennali, quindi, occorre considerare non l’importo aggiudicato, ma solo la quota effettivamente liquidata entro il settennio.

La lista delle fonti di finanziamento presente nel Bando è tassativa?

No. Si indica esplicitamente la possibilità di “altri soggetti pubblici e privati (italiani ed esteri)”, che vanno menzionati in dettaglio.

Tra le entrate conto terzi possono essere incluse anche le donazioni a fini di ricerca?

Si. Per estensione rispetto alla definizione di conto terzi, la donazione esprime una capacità di attrazione di fondi, purché sia esplicitamente finalizzata alla ricerca. Donazioni ad altri fini (attività assistenziali, edilizia, borse di studio per studenti, ecc). sono invece da escludersi.

Quale definizione di spin-off viene adottata?

La spin-off è definita dal fatto di operare sulla base di risultati di ricerca prodotti dalla struttura e/o di mantenere con la struttura rapporti organici di collaborazione di ricerca. La definizione di spin-off non implica necessariamente la partecipazione al capitale da parte della università né la presenza di ricercatori negli organi di amministrazione. Si richiede tuttavia che lo stato di spin-off sia sancito attraverso un riconoscimento formale, risultante da procedure esplicite e documentato. Si richiede di allegare alla relazione il riferimento alle procedure (Regolamento spin-off o simili) e al riconoscimento effettuato.

È possibile includere nella definizione di incubatori le strutture virtuali?

No. Nonostante gli incubatori virtuali possano svolgere azioni utili, essi mancano della infrastruttura di supporto tipicamente associata alla messa a disposizione di spazi fisici per le imprese start-up.

Nella riattribuzione ai nuovi Dipartimento post-legge 240 delle informazioni attualmente fornite per le strutture ante-riforma come verranno ripartiti i dati finanziari (es. fondi di ricerca, contratti c/terzi) se essi provengono da docenti che sono affiliati a strutture diverse?

Il Bando dice chiaramente che la valutazione dei nuovi dipartimenti utilizzerà unicamente gli indicatori per i quali è possibile la riattribuzione univoca sulla base della nuova composizione. Ad esempio, la valutazione dei prodotti della ricerca, che segue l’autore. Gli altri indicatori possono essere calcolati solo nel caso in cui il nuovo dipartimento incorpori nella loro totalità più dipartimenti ante Legge 240. Se ciò non accade, l’unico altro indicatore che potrebbe essere ricostruito è quello relativo all’attrazione delle risorse, ma il criterio seguito deve essere scelto dalla struttura: i finanziamenti potrebbero seguire tutti il responsabile del contratto di ricerca, oppure la struttura potrebbe ripartirli nei dipartimenti scelti dai partecipanti alla ricerca pro-capite, o seguire altri criteri. Il criterio seguito va comunque precisato.

Il criterio di internazionalizzazione non contempla la presenza in un Dipartimento di un Dottorato Internazionale, cioè basato su collaborazioni internazionali formali con altri Dipartimenti (Joint Doctorates, accordi in cotutela). Potrebbe essere oggetto di valutazione?

Si tratta di una informazione utile alla valutazione generale. Fornire la informazione nel Rapporto di auto-valutazione, includendo elementi relativi alla quota di studenti che hanno co-tutela internazionale.

Per quanto concerne la mobilità in entrata si fa riferimento a presenze straniere da esprimere in mesi uomo anche se il requisito di una permanenza minima di tre mesi presso il Dipartimento viene effettuata anche da persone diverse? Come è possibile certificare l’informazione sui ricercatori esteri ospitati/ricercatori ospiti all’estero)?

No, il requisito della permanenza per almeno tre mesi si riferisce alla stessa persona straniera. L’informazione viene certificata dal Nucleo di valutazione e resta nella documentazione della VQR.

In merito all'indicatore di Alta Formazione sono incluse iniziative come i Workshop e le Scuole (Summer School, Winter School e simili) di alta formazione?

No, l’indicatore si basa su quanto elencato nel bando: numero di studenti di dottorato, assegnisti di ricerca, borsisti post-doc.. Tali iniziative possono però essere elencate nel Rapporto di auto-valutazione.

Come è possibile certificare la informazione generale fornita sulle strutture?

Le informazioni di struttura potranno essere successivamente verificate dalle site visit previste dal Decreto su accreditamento e valutazione delle università, che, ancorché orientato alla didattica e ai servizi agli studenti, include anche la attività di ricerca tra le sue competenze.

Al punto 3.2.f) si fa riferimento alle entrate di cassa relative a progetti di ricerca ottenuti da Bandi Competitivi quali PRIN, FIRB, Programmi Quadro UE. Possono essere inseriti Bandi Competitivi finanziati da: Fondazioni, Banca Mondiale, Banca Europea degli Investimenti? Possono essere inclusi i progetti (es. Joint Research Projects) finanziati dall’ Ateneo?

La lista di Bandi Competitivi è solo indicativa. Possono essere inclusi tutti i progetti che abbiano subito una selezione ex ante di tipo competitivo, di norma con l’uso di esperti, da qualunque fonte provengano, purché esterna all’ateneo. Quindi possono essere inclusi tutti i Bandi Competitivi menzionati nella domanda, ma non i progetti finanziati dall’ateneo, anche se aggiudicati con procedura competitiva.

Se una università partecipa a consorzi, società consortili, fondazioni o altre forme di cooperazione, può far valutare i prodotti di ricerca relativi?

I prodotti di ricerca sono sottoposti solo da personale strutturato degli atenei e degli enti vigilati. Se il personale realizza pubblicazioni attraverso una di queste forme di cooperazione può senz’altro sottoporle alla valutazione in quanto autore.

Se una università partecipa a consorzi, società consortili, fondazioni o altre forme di cooperazione può far rientrare i finanziamenti per progetti di ricerca ottenuti tramite essi nei propri indicatori di struttura?

Le forme di cooperazione menzionate hanno personalità giuridica autonoma e quindi non dipendono dai soggetti soci o partecipanti e non consolidano i propri bilanci. Tuttavia è vero che queste forme possono realizzare attività di ricerca che merita di essere apprezzata. La strada maestra è la sottomissione come enti di ricerca non vigilati dal MIUR, con la procedura specifica a pagamento. Se tuttavia questa non fosse praticabile, anche in ragione della dimensione, si pone il problema di come riconoscere a tutti i soggetti partecipanti la titolarità di una quota dei finanziamenti dei progetti che vengono realizzati congiuntamente. Al fine di evitare conflitti interni, si prevede quanto segue. Ai soli fini valutativi, si considerano rilevanti i consorzi, società consortili, fondazioni o altre forme di cooperazione aventi statutariamente missione di ricerca e nei quali siano soci atenei o enti di ricerca. Tali soggetti comunicano agli atenei o enti di ricerca propri soci l'ammontare dei finanziamenti di progetti o dei contratti conseguiti che possono essere ricondotti ai vari soggetti partecipanti, in quanto promotori e responsabili scientifici dei contratti ottenuti. A tal fine è necessario utilizzare il modello appositamente predisposto dall’ANVUR. Tale comunicazione deve essere approvata dal Consiglio di amministrazione o organo equivalente. Gli atenei ed enti di ricerca soci sono autorizzati a iscrivere le somme corrispondenti negli indicatori di struttura ai fini della VQR, indicando nel Rapporto di Autovalutazione i criteri seguiti e allegando le comunicazioni ricevute.

Tra gli indicatori di terza missione si fa riferimento alla attivazione di scavi archeologici nel settennio. Come si deve intendere questo indicatore?

L’indicatore non si riferisce alla apertura ex novo di scavi archeologici effettuata nel settennio. Data la durata media delle attività archeologiche, ci si riferisce qui alla attività di scavo effettuata nel settennio (in termini di numero di siti nei quali il dipartimento è attivo), anche se aperti in data precedente.

L’indicatore di internazionalizzazione previsto dal Bando si basa su due diverse variabili (mobilità + prodotti eccellenti). Hanno lo stesso peso ai fini dell’indicatore?

Sì. Pesano ciascuno per il 50% dell’indicatore.

Quali sono i criteri di eleggibilità delle spinoff?

Le spinoff che i soggetti possono dichiarare devono:

  • essere in vita alla data del Bando
  • essere state costituite tra il 2004 e il 2010
  • essere state accreditate come spinoff della Struttura entro la data del Bando.

Cosa si intende per Entrate di cassa derivate da finanziamenti di progetti di ricerca ottenuti da bandi competitivi (punto 3.2 del Bando)?

In generale si deve intendere la fase in cui sorge in capo al soggetto l’obbligo al pagamento. Quindi non è sufficiente che sia stato acquisito il contratto, o che la struttura sia risultata vincitrice in una graduatoria. Le entrate possono essere:

  • incassate
  • accertate.
È ammessa la indicazione delle entrate accertate, anche se non incassate, dopo la emissione di fattura o di analogo documento contabile.

Da chi deve essere redatto il rapporto di autovalutazione?

A chiarimento di quanto indicato nel documento ‘Obiettivi ed articolazione del rapporto di autovalutazione’, che sostituisce l’appendice I del Bando, si precisa che il rapporto di autovalutazione deve essere redatto dalle Strutture e convalidato dal loro rappresentante legale. L’eventuale coinvolgimento del Nucleo di Valutazione è lasciato alla responsabilità delle strutture stesse.

I dottorandi che sono iscritti presso una Università, ma hanno svolto nel settennio la propria attività di ricerca totalmente o in maniera prevalente, e comunque documentata, presso un Ente di ricerca, compreso tra le strutture valutate, oppure la cui borsa è stata finanziata o cofinanziata dallo stesso Ente, da chi vanno considerati come figure in formazione?

Tali soggetti andranno considerati, tra le figure in formazione, come dottorandi presso le Università nella quali sono stati iscritti nel settennio. L'Ente di ricerca potrà considerarli, sempre tra le figure in formazione, nella categoria, di recente aggiunta alla maschera CINECA, dei "borsisti" titolari di borse di studio di dottorato, se è soddisfatta almeno una delle due condizioni:

  1. La borsa di dottorato è stata finanziata o cofinanziata dall'ente di ricerca
  2. L'attività del dottorando si è svolta totalmente o in maniera prevalente, e comunque documentata, presso l'ente di ricerca.

E' possibile considerare tra le ‘Entrate di cassa derivate da finanziamenti di progetti di ricerca ottenuti da bandi competitivi’ i finanziamenti derivanti dal bando PRIN 2003?

Dopo le verifiche effettuate sono ammessi anche i finanziamenti del PRIN 2003, nonostante il DM di approvazione sia del 23/10/2003. Le informazioni relative verranno visualizzate nella sezione Ulteriori dati, in corrispondenza della voce Entrate di cassa da progetti di ricerca.

Nel computo delle Entrate di cassa derivanti da attività conto terzi, gli incassi vanno considerati al netto o al lordo dell'IVA?

Tutti gli importi vanno considerati al netto dell'IVA

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Dalla bozza del Bando si evincono numerose discrepanze nei tempi rispetto al Decreto istitutivo della VQR. Quali scadenze occorre osservare?

Occorre osservare le scadenze del Bando.

Come avviene l’acquisizione e l’invio dei file PDF?

Si vedano per i dettagli le Linee guida CINECA. È responsabilità delle strutture trasmettere i file PDF al CINECA. Nel caso di monografie le strutture devono inviare la richiesta agli agli editori, che provvederanno a trasmettere i file PDF al CINECA, notificando le strutture dell’avvenuto invio.

Nel caso le università abbiano dei sistemi di repository dei prodotti compatibili con il sito docente CINECA saranno costretti a modificare i loro sistemi, visto che le categorie di prodotti del bando non corrisponde esattamente a quelle del sito docente CINECA?

No. Non saranno richieste modifiche relative alla tipologia dei prodotti rispetto a quella del sito docente CINECA. All’atto della scelta dei prodotti per il VQR la procedura predisposta dal CINECA segnalerà se il prodotto è classificato in una delle tipologie del sito docente non previste dal VQR: per questi prodotti sarà necessario modificare la tipologia scegliendo tra le tipologie previste.

Cosa accade se un editore non ha il file PDF e/o non risponde alla richiesta della struttura?

Si fa riferimento alle Linee guida CINECA. Se l’editore non ha già il file PDF, si deve chiedere la sua produzione (eventualmente a titolo oneroso) e trasmissione a cura dell’editore. In caso di diniego o ritardo è possibile l’invio in forma cartacea ma solo se si tratta di monografie. Gli articoli vanno comunque sottoposti in PDF in quanto le riviste scientifiche consentono generalmente la riproduzione per uso scientifico personale, che include l’uso a fini di valutazione. Articoli sottoposti in formato cartaceo non saranno presi in considerazione.

Nel caso di monografie pubblicate presso editori esteri come si deve procedere?

Vedi per i dettagli le Linee guida CINECA. Contrariamente agli editori italiani, per la maggioranza dei quali è stato raggiunto un accordo con l’AIE, non è previsto un accordo con gli editori esteri. In tale caso, le strutture devono rivolgersi direttamente all’editore e, in caso di difficoltà, possono inviare direttamente la copia in formato cartaceo.

Se i docenti indicano un ordine di rilevanza, su quali basi la struttura può modificare quest’ordine? Cosa impedisce, ex post, al docente i cui prodotti siano stati valutati in modo scarso, di sostenere che se il Dipartimento avesse rispettato il suo ordine di rilevanza la valutazione sarebbe stata migliore?

Si ricorda che la valutazione prevista dalla VQR è solo delle strutture, non degli individui. Di norma la struttura sceglierà secondo la graduatoria dei docenti. Tuttavia se la lista di preferenza degli individui fosse seguita in modo tassativo, si verrebbero a creare problemi pressoché insolubili nella allocazione dei lavori con più di un autore al fine di evitare le duplicazioni. Sotto un altro punto di vista, la struttura potrebbe aver svolto simulazioni in base alle quali la scelta dei prodotti che massimizzano la probabilità di buona valutazione differisce da quella del docente. L’ANVUR non entra in ogni caso nel merito dei rapporti tra singoli docenti e struttura, che ogni ateneo può regolare in totale autonomia. Si ricorda che le strutture non riceveranno le valutazioni individuali, quindi il ragionamento formulato nella domanda non avrebbe fondamento alcuno.

Con quale procedura si può, per indisponibilità o inerzia degli editori, inviare la pubblicazione in formato cartaceo invece che pdf? Non è esplicitato l’elenco degli editori italiani che hanno aderito alla convenzione in merito. Come ci si deve comportare per gli editori stranieri?

La procedura è illustrata nelle Linee Guida CINECA. La struttura deve contattare l’editore della monografia che intende sottoporre alla valutazione e acquisire la disponibilità all’uso del PDF. Nella grande maggioranza dei casi l’editore provvederà in modo autonomo a inoltrare il file al CINECA e per esso al GEV. Ciò vale anche per gli editori stranieri, che di norma sono pronti a concedere l’uso del PDF a fini di valutazione. L’editore può essere contattato anche dal singolo docente, ma in ogni caso la comunicazione dell’esito finale al CINECA deve essere svolta dalla struttura. Qualora il file non sia disponibile, occorre comunicarlo al CINECA, il quale ne informa il GEV che può consentire l’invio cartaceo.

Cosa significa che in caso di particolari indisponibilità del prodotto in formato elettronico è ammesso l’invio in cartaceo, previa comunicazione e relativo consenso dei GEV?

Nel caso di indisponibilità documentata del file PDF e solo dopo che si è esperita la procedura di contatto con l’editore, il CINECA informa il GEV il quale autorizza l’invio cartaceo.

Il PDF deve essere inviato a cura degli editori solo per le monografie o anche per gli articoli su riviste?

Per gli articoli l’invio del PDF deve essere effettuato dal singolo docente. Si ricorda che per molte riviste scientifiche l’uso personale non diffusivo di copie di articoli è ammesso.

Chi fa materialmente la scheda di cui al punto 2.3. del bando? Poiché la scheda si fa solo per i prodotti selezionati, come si può coordinare il lavoro dei singoli docenti e quello della struttura ai fini della predisposizione della scheda (che richiede un abstract che dovrà necessariamente essere fatto o almeno approvato dall’Autore)?

La scheda viene preparata dall’autore e trasmessa dalla struttura, completa dell’abstract, che in genere anche se questo è già disponibile nel testo dell’articolo. I docenti dovrebbero essere invitati a compilare un numero di schede superiore a tre (a meno che l’autore non sottoponga solo lavori a firma singola). Se la struttura sceglierà lavori per i quali non è stata preparata la scheda, sarà suo compito sollecitare il docente alla compilazione, o provvedere in proprio.

Rispetto all'identificazione dei prodotti sulle banche dati ISI e SCOPUS, che cosa succede se per un prodotto, all'atto della chiusura da parte della struttura, non è stata trovata l'identificazione?

L'identificazione va effettuata solo se il prodotto viene sottoposto a valutazione a determinati GEV, secondo la tabella seguente:

GEVISISCOPUS
1SISI
2SIRESIDUALE
3SINO
4SIRESIDUALE
5SINO
6SINO
7SISI
8SISI
9SISI
10NONO
11SISI
12NONO
13SINO
14NONO
("RESIDUALE" per SCOPUS significa: utilizzato solo in mancanza dell'identificazione ISI). Poiche' il processo di identificazione sulle due banche dati e' oneroso in termini di tempo, il CINECA lo ha calcolato massivamente su tutti i prodotti caricati in archivio entro il 6 maggio. Il tentativo e' stato eseguito anche sui prodotti gia' proposti per i quali mancava l'aggancio. Se per un prodotto non e' stato individuato nessun aggancio, il soggetto valutato ha due possibilita':
  1. presentare il prodotto senza aggancio. Non vi saranno penalizzazioni ed il prodotto andra' in peer review, oppure
  2. chiedere al sistema di eseguire nuovamente un tentativo dalla pagina di identificazione, dopo aver verificato che i dati descrittivi della propria pubblicazione (in particolare il codice DOI) siano stati digitati correttamente. Se li si conosce, e' possibile anche inserire sulla scheda del prodotto i codici ISI o SCOPUS, desumibili dalle banche dati on-line.
Se dalla nuova ricerca emerge una ipotesi di aggancio, questa dovra' essere poi confermata o rifiutata dall'interessato. Il CINECA autonomamente non eseguira' nuovi tentativi di aggancio al di fuori di quelli espressamente richiesti dagli interessati. Se per un prodotto il sistema ha trovato una o piu' ipotesi di identificazione, queste devono essere esaminate e confermate (oppure rifiutate) dal soggetto valutato. E' possibile operare anche su prodotti gia' definitivamente proposti. In mancanza di conferma o di rifiuto, al prodotto sara' attribuita la valutazione "limitato". ANVUR svolgera' controlli a campione sulle identificazioni rifiutate, al fine di accertarne la legittimita'.

end faq

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I soggetti che siano andati in congedo durante il settennio devono presentare lo stesso numero di lavori alla valutazione?

No. Si tiene conto dei periodi di congedo che rientrano nelle normative sul lavoro (es. maternità, congedo parentale), nonché di tutte le cause di messa in aspettativa previste dal DPR 382/80. In queste fattispecie non sono invece inclusi i congedi per motivi di studio e ricerca (es. sabbatico), nei quali al contrario ci si attende che i soggetti siano attivi.

Per il calcolo del numero di prodotti da sottoporre per il personale in servizio per il periodo inferiore al settennio, da quale data si calcola?

Si deve considerare la data di prima immissione in ruolo presso una struttura affine (università o ente di ricerca), non solo presso quella in cui si presta servizio attualmente. Per il principio secondo il quale ogni soggetto si porta dietro tutti i prodotti del settennio, indipendentemente dalla sede in cui ha prestato servizio (e che compare tra le affiliazioni della pubblicazione), il calcolo del numero di prodotti deve essere fatto prendendo a riferimento tutto il periodo successivo alla immissione in ruolo.

Nel caso di soggetti che abbiano un incarico di ricerca presso enti di ricerca, il periodo di tre anni richiesto dal Bando si intende continuativo?

No. E’ sufficiente un periodo complessivo di tre anni, non necessariamente continuativo. Occorre però che l’incarico di ricerca sia attivo alla data del Bando.

end faq

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